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Posts Tagged ‘Castelvecchi’

FRANCESCA G. MARONE racconta POCHE ROSE, TANTI BACI

FRANCESCA G. MARONE racconta il suo romanzo POCHE ROSE, TANTI BACI (Castelvecchi)

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di Francesca G. Marone

Non te ne sei mai andato tu. Ci penso sempre quando cammino per le strade del centro di Napoli e distrattamente immagino di incontrarti. Ti  vedo sbucare da un negozio, camminare piano, appoggiato al bastone, con la barba sfatta e un foularino stretto al collo. Un tipo alternativo e senza cravatta. Un bel vecchio con le sopracciglia scure, spettinate e spolverate di bianco dagli anni. Com’è possibile mi chiedo ogni volta? Com’è possibile che io immagini di incontrare te che in vita non vedevo mai, e non la mia amatissima madre? Lei c’era e tu no. Andavi e venivi, riapparivi come una nuvola. E uno che non c’è non se ne può andare. Poi un giorno hai scatenato una tempesta: hai gettato la malattia e la morte di fronte a me con violenza. E io mi sono ritrovata con una cassetta degli attrezzi povera e insufficiente. Così ne ho scritto, ho attraversato una storia di incomprensione, distanza, dolore, abbandono, dove tu, in maniera insolita per noi due, mi hai accompagnata per mesi, poi per anni. Ho lastricato la strada della mia scrittura con dubbi e soste. Molti mi hanno sostenuta altri volevano farmi desistere. Una folla con cui ho combattuto dentro. Ha deciso la storia di portarmi avanti con lei, ad ogni costo. Ho avanzato facendomi largo con le parole di una bambina che mi assomiglia e una donna che si è fatta scandaglio. Da una mano tu, papà, e dall’altra un diffuso senso di orfanitudine, un tratto di sofferenza che ha pervaso ogni gesto della protagonista del libro. Leggi tutto…

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BUCHI NERI E SALTI TEMPORALI di Kip Stephen Thorne (un estratto)

Pubblichiamo l’epilogo del volume “BUCHI NERI E SALTI TEMPORALI. L’eredità di Einstein” di Kip Stephen Thorne, Premio Nobel per la Fisica 2017 (Castelvecchi – Prefazione di Stephen Hawking – In uscita, la nuova edizione – Collana: Specchi – Pp. 671 – Euro 19.50)

EPILOGO

È passato ormai quasi un secolo intero da quando Einstein distrusse il concetto assoluto di spazio e di tempo di Newton e iniziò a gettare le fondamenta della sua eredità. Nel secolo che è trascorso tale eredità è aumentata fino a comprendere, tra molte altre cose, la deformazione dello spaziotempo e un insieme di oggetti esotici fatti unicamente e interamente di quella deformazione: buchi neri, onde gravitazionali, singolarità (rivestite e nude), cunicoli temporali e macchine del tempo.

In un’epoca o nell’altra i fisici hanno considerato assurdi ognuno di tali oggetti.

  • In questo libro abbiamo visto lo scetticismo di Eddington, di Wheeler e dello stesso Einstein riguardo ai buchi neri; Eddington e Einstein morirono prima che fosse stato dimostrato in modo convincente che si sbagliavano, ma Wheeler si convertì e divenne un sostenitore dei buchi neri.
  • Durante gli anni Quaranta e Cinquanta molti fisici, basandosi su interpretazioni erronee della matematica della relatività generale che stavano studiando, erano profondamente scettici riguardo alle onde gravitazionali (increspature della curvatura), ma questa è materia per un altro libro, e quello scetticismo si è dileguato da molto tempo.
  • Scoprire che le singolarità sono una conseguenza inevitabile delle leggi della relatività generale di Einstein è stato uno shock orribile per la maggior parte dei fisici, e per molti lo è ancora. Alcuni di essi trovano conforto nella fede nella congettura della censura cosmica di Penrose (secondo cui tutte le singolarità sono rivestite; le singolarità nude sono proibite). Ma che l’ipotesi della censura cosmica sia corretta o meno, la maggior parte dei fisici si è ormai adattata alle singolarità e come Wheeler si aspetta che le poco conosciute leggi della gravità quantistica le tengano a bada, che le regolino e le controllino nello stesso modo in cui le leggi della gravità di Newton o di Einstein governano i pianeti e controllano le loro orbite attorno al Sole.
  • I cunicoli temporali e le macchine del tempo oggi sono considerati un’assurdità dalla maggior parte dei fisici anche se le leggi della relatività generale di Einstein ne consentono l’esistenza. Gli scettici possono tuttavia trovare conforto nella nostra recente scoperta che l’esistenza dei cunicoli temporali e delle macchine del tempo non è regolata dalle leggi piuttosto permissive di Einstein, ma da quelle più restrittive della teoria quantistica dei campi nello spaziotempo curvo e della gravità quantistica. Quando le conosceremo meglio, forse quelle leggi ci diranno inequivocabilmente che le leggi fisiche proteggono sempre l’Universo dai cunicoli temporali e dalle macchine del tempo, o almeno da queste ultime. Forse.

Cosa possiamo aspettarci dal prossimo secolo, il secondo dell’eredità di Einstein? Leggi tutto…

UN GENTILUOMO DI FRANCIA (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo: “Un gentiluomo di Francia. Ovvero le memorie di Gaston de Bonne, signore di Marsac” di Stanley J. Weyman (Castelvecchi – Traduzione di Daniela Di Falco)

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Un gentiluomo di Francia.
Ovvero le memorie di Gaston de Bonne, signore di Marsac

di Stanley J. Weyman

Traduzione di Daniela Di Falco


Una beffa alla corte del Re

La morte del mio unico protettore, il principe di Condé, avvenuta nella primavera del 1588, mi ridusse in tali ristrettezze che nell’inverno di quello stesso anno, quando il Re di Navarra venne a trascorrere le festività natalizie a Saint-Jean-d’Angély, arrivai letteralmente a toccare il fondo. Non mi vergogno oggi di confessare che non sapevo a che santo votarmi per procurarmi una corona d’oro o un nuovo fodero per la mia spada, né intravedevo alcuna speranza di trovare un’occupazione. La pace di recente conclusa a Blois tra il Re di Francia e la Lega cattolica aveva persuaso molti ugonotti che la loro rovina fosse vicina, in quanto non sarebbe servita a rimpinguare i fondi ormai esauriti né li avrebbe messi in condizioni di schierare in campo nuove truppe.
Dopo la morte del Condé, gli ugonotti si erano stretti intorno al Re di Navarra. Subito dopo di lui, però, venivano per potenza e autorità il visconte di Turenne, la cui turbolenta ambizione già cominciava a farsi
sentire, e M. de Châtillon. Sfortuna volle che fossi completamente sconosciuto a tutti e tre gli illustri personaggi, e quando il mese di dicembre, già testimone della mia situazione economica disagiata, mi vide raggiungere il traguardo dei quarant’anni – che io considero, a differenza di molti, un periodo critico nella vita di un uomo –, si intuisce quanto bisogno avessi di tutta la forza che potevano darmi la fede e la mia tempra di soldato.
Qualche tempo prima ero stato costretto a vendere tutti i miei cavalli, tranne il Sarcidano nero con la stella bianca sulla fronte. Mi trovai costretto a rinunciare anche al mio cameriere personale e allo stalliere, che licenziai nello stesso giorno, pagando loro il salario con gli ultimi anelli di una catena d’oro lasciatami in eredità. Non fu certo senza dolore e costernazione che mi vidi privare di tutto ciò che contraddistingue un uomo di nobile lignaggio, riducendomi persino a dover strigliare il mio cavallo col favore della notte. Ma non era questo il peggio. Il mio vestito, che risentiva inevitabilmente di queste umili incombenze, diventò ben presto la prova tangibile delle mie mutate condizioni al punto che, il giorno in cui il Re Enrico di Navarra entrò a Saint-Jean-d’Angély, non osai affrontare la folla, sempre pronta a schernire i gentiluomini in miseria, e non mi restò altro da fare se non logorarmi i nervi, chiuso nella soffitta della casa del coltellinaio in Rue de la Coutellerie, l’unico alloggio che potessi ormai permettermi. Leggi tutto…