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Posts Tagged ‘Sandro Veronesi’

TRA PANDEMIA E SUCCESSI: il 2020 DI ELISABETTA SGARBI

Un anno di successi nonostante le difficoltà causate dalla pandemia da Covid-19 ancora in corso: il 2020 di Elisabetta Sgarbi (con uno sguardo all’inizio del nuovo anno)

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di Massimo Maugeri

Non c’è alcun dubbio sul fatto che, a causa della pandemia da SARS-CoV-2, il 2020 sia stato un anno difficile, orribile e da dimenticare (lo abbiamo più volte evidenziato nell’ambito della rubrica “Pensieri e parole ai tempi del Coronavirus“). Al di là delle problematiche connesse alla salute, tutti i settori del sistema economico sono stati duramente colpiti. Fra questi, anche quello dell’editoria. Eppure non mancano i casi di successo (che lasciano ben sperare sulla possibilità di farcela nonostante le evidenti difficoltà ancora in corso). Ne parlo con Elisabetta Sgarbi (regista, direttrice artistica de La Milanesiana e direttore generale del gruppo editoriale de La nave di Teseo), che ha trascorso un 2020 da protagonista…

– Cara Elisabetta, l’anno appena trascorso è stato terribile a causa della pandemia e delle sue conseguenze. Eppure per te, e per La nave di Teseo, è stato un anno di successi. Come commenteresti il tuo 2020?
imageAl di la’ dell’andamento della Nave di Teseo, non possiamo non dire che sia stato un anno orribile. E continua ad esserlo, perché le pandemie non rispettano di certo le chiusure contabili. Ognuno ha cercato di difendersi come poteva e La nave di Teseo ha avuto la fortuna di avere libri importanti che le hanno permesso di tenere la barra diritta. Vincere un Premio Strega con un autore che già lo aveva vinto, con una casa editrice così giovane è merito dello stato di grazia che ha accompagnato Sandro Veronesi nella scrittura del Colibrì. Woody Allen non aveva mai scritto una autobiografia ed è uscito nell’anno in cui il mondo, e il cinema in modo particolare, si è fermato. Joel Dicker ha scritto il suo romanzo di maggior successo, proprio nell’anno in cui i librai – e il suo editore – ne avevano più bisogno. Non c’è più merito di quanto ci sia fortuna.

L' enigma della camera 622 - Joël Dicker - copertinaA proposito di niente - Woody Allen - copertina– Ricapitolando: il Premio Strega e tre libri (“Il colibrì” di Sandro Veronesi, il nuovo romanzo di Joel Dicker, l’autobiografia di Woody Allen) tra i più venduti dell’anno. Due, addirittura tra i primi quattro. Inoltre “Il colibrì” ha appena vinto il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point. Andasse sempre così, ci sarebbe da “metterci la firma”. Cosa speri per l’immediato futuro?
Spero di tornare presto a lavorare in casa editrice, con tutto il gruppo della Nave. Spero che la vaccinazione corra più veloce del virus. Spero queste cose. Poi abbiamo imparato a lavorare in condizioni difficili, a dare il massimo e a resistere, quindi continueremo a farlo, a proporre libri che riteniamo importanti. Ma ogni volta è come cominciare da zero.

– A proposito di cominciare da zero. C’è anche il caso de “L’Alchimista” di Paolo Coelho, tornato in classifica dopo un paio di decenni… Leggi tutto…

IL COLIBRI’ di SANDRO VERONESI vince il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point

“Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo – Premio Strega 2020) si aggiudica il Premio del Libro straniero 2021 – France Inter / Le Point

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France Inter e Le Point si sono associati per promuovere la letteratura straniera assegnando un premio a un autore straniero.

France Inter, la radio francese più importante con 7 milioni di ascoltatori quotidiani, offre un grande spazio agli autori e agli editori, di romanzi e fumetti, francofoni o stranieri, di novità o classici durante i suoi programmi (come quello mattutino di Nicolas Demorand et Léa Salamé, con Augustin Trapenard ma anche con Antoine de Caunes, Charline Vanhoenacker o ancora Emmanuel Khérad).

Si spinge oltre sostenendo eventi imperdibili come il Salone del Libro di Parigi, “Le livre sur la place” di Nancy e ha creato 46 anni fa il premio del Libro Inter, diventato nel tempo un premio letterario influente e rispettato.

 

Il vincitore del Premio del Libro straniero su France Inter Leggi tutto…

XY di Sandro Veronesi (recensione)

“XY” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo)

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L’eterno presente di Borgo San Giuda

di Daniela Sessa

Borgo San Giuda, in Trentino, è un agglomerato di quarantadue persone diviso quattro famiglie più un prete. Come tanti piccoli paesi ai piedi delle Dolomiti ha una piazza, la chiesa con il campanile a punta e la canonica, uno spaccio, un bar, le case, il bosco a ridosso. Una cartolina lo vorrebbe così: l’aria linda e pungente, l’odore di resina e di stalla, i colori dei frutteti, i gesti silenti e amici. Borgo San Giuda si trova a metà strada tra Cles e Fondo, nel cuore della Val di Non. Borgo San Giuda “Non” esiste. Il nome della valle, per quanto estraneo all’etimo grammaticale, è comunque il suo destino. “Era un posto che non esisteva quasi, e nessuno riuscirà mai a capire perché quello che è successo sia successo proprio lì, dove non succedeva niente”. Borgo San Giuda è il luogo della negazione di ogni verità. Un altrove letterario, a metà tra le utopie urbane medioevali e le comunità amish o rurali d’oltreoceano: chiuso al progresso, illusoriamente appagato, falsamente sano, endogamico. Borgo San Giuda è il luogo del non: tutto ciò che vi accade è nel segno linguistico della privazione. Incomprensibile è che l’albero ghiacciato per i turisti da Beppe Formento una mattina fosse stato trovato rosso di sangue; irrimediabile che quel sangue incastonato nell’albero fosse di undici vittime; inovvio che non fosse lo stesso sangue per undici persone diverse; inconcepibili le modalità della morte di quelle undici persone (una stuprata e una decapitata, una privata degli organi e una in overdose, una sbranata da uno squalo);  illogica la certezza che una bambina fosse scampata a quella strage e fosse dispersa, perché nessuno la reclama. Leggi tutto…

A Sandro Veronesi il Premio Dante Alighieri 2020

LOC

L’emergenza sanitaria e la chiusura avevano congelato la consegna del riconoscimento all’autore più votato nell’ambito del progetto “La Dante al Premio Strega”. Lunedì 12 ottobre, alle 17, la premiazione nella Galleria del Primaticcio di Palazzo Firenze

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Il prossimo 12 ottobre, a Palazzo Firenze, si svolgerà la cerimonia di premiazione dell’Autore più votato dai lettori della Dante per l’edizione 2020 del Premio Strega.

Il voto espresso dai lettori attivi presso i circoli dei “Presidi letterari” ha riflettuto quello degli altri “Amici della domenica” che votano per l’attribuzione del Premio Strega, e che hanno conferito a Sandro Veronesi l’ambito riconoscimento letterario per il suo “Il colibrì” (La nave di Teseo). Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 6 al 12 luglio 2020 – “Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo) al 1° posto in classifica

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 6 al 12 luglio 2020

“Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo), vincitore dell’edizione 2020 del Premio Strega, al 1° posto in classifica generale.

In seconda posizione: “L’enigma della camera 622” di Joël Dicker. In terza posizione: “Come un respiro” di Ferzan Ozpetek (Mondadori)

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La scheda del libro: “Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo)

Libro vincitore del Premio Strega 2020. Miglior libro dell’anno 2019 per «La Lettura».

Un romanzo potentissimo che incanta e commuove sulla forza struggente della vita.

Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, a mezz’aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo). La sua apparente immobilità è frutto piuttosto di un lavoro vorticoso, che gli consente anche, oltre alla stasi assoluta, prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli come volare all’indietro… Marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d’acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali. Il colibrì è un romanzo sul dolore e sulla forza struggente della vita, Marco Carrera è – come il Pietro Paladini di “Caos Calmo” – un personaggio talmente vivo e palpitante che è destinato a diventare compagno di viaggio nella vita del lettore. E, intorno a Marco Carrera, Veronesi costruisce un mondo intero, una galleria di personaggi indimenticabili, un’architettura romanzesca perfetta come i meccanismi di un orologio, che si muove tra i primi anni ’70 e il nostro futuro prossimo – nel quale, proprio grazie allo sforzo del colibrì, splenderà l’Uomo Nuovo.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il colibrì Sandro Veronesi La nave di Teseo 20,00
2 L’enigma della camera 622 Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
3 Come un respiro Ferzan Ozpetek Mondadori 17,00
4 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
5 Echi in tempesta. L’Attraversaspecchi. Vol. 4 Christelle Dabos E/O 16,50 *
6 La misura del tempo Gianrico Carofiglio Einaudi 18,00
7 Il borghese Pellegrino Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
8 La magia del ritorno Nicholas Sparks Sperling & Kupfer 19,90
9 Le storie del mistero Lyon Gamer Magazzini Salani 15,90
10 I leoni di Sicilia. La saga dei Florio Stefania Auci Nord 18,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CLASSIFICA: dal 21 al 27 ottobre 2019 – segnaliamo “Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo)

Il colibrì. Copia autografata - Sandro Veronesi - copertinaI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 21 al 27 ottobre 2019

Questa settimana segnaliamo: “Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo), al 19° posto in classifica generale

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[variazioni rispetto alla settimana precedente]

Entra in top ten al 1° posto “Una gran voglia di vivere” di Fabio Volo (Mondadori)

Entra in top ten al 2° posto “Una mamma lo sa” di Elena Santarelli (Piemme)

Entra in top ten al 3° posto “Lungo petalo di mare” di Isabel Allende (Feltrinelli)

Entra in top ten al 4° posto “La scuola di pizze in faccia del professor Calcare” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Al 5° posto (la settimana precedente era in 2^ posizione) “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio” di Stefania Auci (Nord)

Entra in top ten al 6° posto “Questione di Costanza” di Alessia Gazzola (Longanesi)

Entra in top ten al 7° posto “Giudizio universale. La battaglia finale di papa Francesco per salvare la Chiesa dal fallimento” di Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere)

All’8° posto (la settimana precedente era in 4^ posizione), “Il grande romanzo dei Vangeli” di Corrado Augias e Giovanni Filoramo (Einaudi)

Al 9° posto (la settimana precedente era in 3^ posizione) “Timeport. L’occhio del tempo” di Stef & Phere e Giulia Gubellini (Magazzini Salani)

Al 10° posto (la settimana precedente era in 1^ posizione), “Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!” di  Giulia De Lellis e Stella Pulpo (Mondadori Electa)

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Il colibrì. Copia autografata - Sandro Veronesi - copertinaQuesta settimana segnaliamo: “Il colibrì” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo), al 19° posto in classifica generale

Un romanzo potentissimo che incanta e commuove sulla forza struggente della vita.

Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, a mezz’aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo). La sua apparente immobilità è frutto piuttosto di un lavoro vorticoso, che gli consente anche, oltre alla stasi assoluta, prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli come volare all’indietro… Marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d’acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali. Il colibrì è un romanzo sul dolore e sulla forza struggente della vita, Marco Carrera è – come il Pietro Paladini di “Caos Calmo” – un personaggio talmente vivo e palpitante che è destinato a diventare compagno di viaggio nella vita del lettore. E, intorno a Marco Carrera, Veronesi costruisce un mondo intero, una galleria di personaggi indimenticabili, un’architettura romanzesca perfetta come i meccanismi di un orologio, che si muove tra i primi anni ’70 e il nostro futuro prossimo – nel quale, proprio grazie allo sforzo del colibrì, splenderà l’Uomo Nuovo.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Una gran voglia di vivere Fabio Volo Mondadori 19,00 *
2 Una mamma lo sa Elena Santarelli Piemme 16,90
3 Lungo petalo di mare Isabel Allende Feltrinelli 19,50
4 La scuola di pizze in faccia del professor Calcare Zerocalcare Bao Publishing 22,00
5 I leoni di Sicilia. La saga dei Florio Stefania Auci Nord 18,00
6 Questione di Costanza Alessia Gazzola Longanesi 18,60 *
7 Giudizio universale. La battaglia finale di papa Francesco per salvare la Chiesa dal fallimento Gianluigi Nuzzi Chiarelettere 19,00
8 Il grande romanzo dei Vangeli Corrado Augias; Giovanni Filoramo Einaudi 19,50
9 Timeport. L’occhio del tempo Stef & Phere; Giulia Gubellini Magazzini Salani 15,90
10 Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza! Giulia De Lellis; Stella Pulpo Mondadori Electa 15,90

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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UN DIO TI GUARDA di Sandro Veronesi (recensione)

UN DIO TI GUARDA di Sandro Veronesi (La nave di Teseo)

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Oggi, 18 novembre 2016, h. 19, Sandro Veronesi (con Pietro Cheli) presenterà “Un dio ti guarda” a Bookcity Milano.
Sala Weil Weiss – Castello Sforzesco, Milano

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di Massimo Maugeri 

Le attività sportive sono dotate di elementi narrativi: hanno un inizio, uno sviluppo, un epilogo. Le storie che ne derivano possono essere ordinarie, in alcuni casi persino noiose. In altri, però, possono essere eccezionali, entusiasmanti. Epiche. Ed è proprio al concetto di epica dello sport che si ispira il nuovo libro di Sandro Veronesi: “Un dio ti guarda” (La nave di Teseo, pagg. 201, € 17). Dal calcio al tennis, dal basket al ciclismo, dall’atletica alla ginnastica, dal pattinaggio allo sci, non c’è attività sportiva che, in sé, non sia capace di offrire momenti epici meritevoli di essere narrati. Ed è così sin dai tempi delle “Olimpiche” di Pindaro che, peraltro, hanno ispirato la scelta del titolo (“Un Dio ti guarda e pensa ai tuoi disegni e se ne prende cura, Ierone”). Sandro Veronesi ci racconta alcune di queste epiche dello sport che, per una ragione o per l’altra, hanno interessato vari campioni: da Zoff a Lippi, da Cipollini a Tomba, da Federer a Michael Jordan, fino a Muhammad Alì (giusto per citarne alcuni). La parte finale del libro è corredata da interessanti interviste a Jury Chechi, Karen Putzer, Carmelo Bene e Alessandro Del Piero; mentre la chiusura coincide con un racconto firmato da Massimiliano Governi intitolato “Angeli calciatori”. L’apertura, invece, è affidata a una storia che ha a che fare con gli sport acquatici. «È una storia che meriterebbe un romanzo», dice Veronesi, «incentrata su Isabel Letham, una ragazza australiana che all’inizio del secolo scorso fu segnata da un’incontro fatale. Isabel viveva sulla spiaggia e, come molti suoi coetanei, era appassionata di sport acquatici. In quel momento – nonostante il pianeta non fosse connesso come adesso – tutte le tribù acquatiche del mondo avevano un idolo che era Duke Kahanamoku: campione olimpico hawaiano di nazionalità statunitense, primatista nel mondo dei 100 stile libero, nonché inventore di qualcosa che nessuno aveva osato fare fino ad allora; cioè, salire in piedi su una tavola e cavalcare le mitiche onde delle Hawaii». La notizia di questa forma alternativa di surf  giunge fino in Australia. Accade che un giorno dell’anno 1915 la giovane Isabel Letham trova Duke Kahanamoku proprio “sotto casa”, sulla sua spiaggia. Duke è lì per svolgere delle dimostrazioni di surf in piedi e ha bisogno di un assistente. Chi sceglie tra tutti i presenti? Proprio lei, la giovane Isabel. Leggi tutto…

TERRE RARE di SANDRO VERONESI vince l’EUROPESE LITERATUURPRIJS 2016

SANDRO VERONESI vince l’EUROPESE LITERATUURPRIJS 2016 per il romanzo TERRE RARE

Terre rare

Ascolta la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” dedicata a “Terre rare” (con Sandro Veronesi)

Leggi l’articolo/intervista (a Sandro Veronesi) dedicato a “Terre rare”

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Una giuria di esperti presieduta da Margot Dijkgraaf ha assegnato l’Europese Literatuurprijs 2016 allo scrittore italiano Sandro Veronesi e al suo traduttore olandese Rob Gerritsen per il romanzo Terre rare (Zeldzame aarden, Prometheus, 2015).
La giuria ha elogiato il modo esilarante in cui Veronesi, spesso con monologhi interiori, racconta la storia del protagonista Pietro Paladini, a cui viene a mancare la terra sotto i piedi quando nel giro di 24 ore scopre che niente nella sua vita è ciò che sembra. Veronesi – e non dimentichiamo il suo traduttore Rob Gerritsen – alterna lunghe frasi tortuose, lo specchio del panico interiore di Paladini e dei suoi improvvisi dilemmi, a sagaci dialoghi e passaggi in cui il racconto acquista velocità.

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Sandro Veronesi ha debuttato nel 1988 e ad oggi ha pubblicato sedici romanzi e quattro saggi. Ha ricevuto diversi premi letterari, tra cui il Premio Strega e il francese Prix Femina. Secondo lo stesso Veronesi il personaggio di Terre rare, vincitore dell’Europese Literatuurprijs 2016, fa parte dell’“Italia invisibile”, un’Italia di pratiche che non possono svolgersi alla luce del sole.

Rob Gerritsen traduce letteratura italiana dal 2001 e ha all’attivo nove traduzioni di Veronesi, tra le quali il bestseller Caos calmo (Kalme chaos). Ha tradotto opere di Gianrico Carofiglio, Giovanni Chiara, Umberto Eco e molti altri.

l’Europese Literatuurprijs 2016 verrà consegnato durante il festival Manuscripta sabato 3 settembre alle ore 16:30 nel Tolhuistuin ad Amsterdam. Leggi tutto…

TERRE RARE di Sandro Veronesi vince il PREMIO BAGUTTA 2015

TERRE RARE di Sandro Veronesi vince il PREMIO BAGUTTA 2015

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Ascolta la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm”, con Sandro Veronesi, dedicata a “Terre rare”

Leggi l’articolo/intervista

Di seguito, il comunicato stampa del Premio

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Terre rareIl Premio Bagutta 2015  a “Terre rare” di Sandro Veronesi

 Il premio per l’opera prima è stato invece assegnato a “Una parete sottile” (editore Neri Pozza). Lo ha scritto Enrico Regazzoni

E’ Sandro Veronesi con il romanzo Terre rare, pubblicato dall’editore Bompiani, il vincitore dell’edizione 2015 del Premio Bagutta.

Così si è espressa, nella sua riunione finale, la giuria, presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti e composta da Stefano Agosti, Rosellina Archinto, Silvia Ballestra, Eva Cantarella, Pietro Cheli, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Piero Gelli, Andrea Kerbaker, Giovanni Orelli, Ranieri Polese, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini, Valeria Vantaggi e Orio Vergani.

In Terre rare l’autore riprende la figura di una vecchia conoscenza, Pietro Paladini, già protagonista di Caos calmo, romanzo di alcuni anni fa. Ma, nota la giuria, questo non significa affatto che il romanzo sia un sequel, al contrario. La narrazione, infatti, è perfettamente autonoma, con una trama forte e avvincente, disegnata attorno all’improvviso dramma di Paladini, costretto a scappare dalla sua nuova città, Roma, a causa di una serie di circostanze impreviste e incontrollabili. Una fuga rocambolesca, piena di ostacoli e inconvenienti, che mette il protagonista a confronto con se stesso, un passato che non muore, il futuro con le sue inevitabili complessità, rappresentate soprattutto dalla figura della figlia, che emerge nelle ultime pagine. E l’uomo in fuga è al contempo padre e figlio, amaro ma anche ironico, braccato ma anche all’inseguimento: tratti che rendono la sua figura complessa particolarmente ben riuscita.
Da menzionare inoltre l’aspetto stilistico, tradizionalmente osservato speciale della giuria di Bagutta. Veronesi, autore tra i più dotati della generazione di mezzo (è nato nel 1959), rientra certamente tra quelli con la migliore qualità della prosa. A questo, in Terre rare, si è aggiunta la capacità di condurre la narrazione senza mai un’incertezza, con un ritmo vivacissimo, a volte indiavolato, che fa scorrere le 400 pagine del testo con invidiabile rapidità. Veronesi, direbbero gli anglosassoni, ha scritto un vero e proprio page-turner, senza mai abdicare alla qualità della scrittura: ottimo motivo per assegnargli il riconoscimento.

Una parete sottileIl premio per l’opera prima è stato invece assegnato a Una parete sottile (editore Neri Pozza). Lo ha scritto Enrico Regazzoni, giornalista culturale di lungo corso, che a 65 anni suonati (è del 1948) con questo libro di delicata intimità familiare ha fatto il suo esordio nella narrativa.
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TERRE RARE di Sandro Veronesi (conversazione con l’autore)

Terre rareTERRE RARE di Sandro Veronesi (conversazione con l’autore)

di Massimo Maugeri

Strano, il destino di certi personaggi letterari. Ci sono quelli che nascono con l’idea di vivere in più libri per diventare protagonisti di una serie di storie (celeberrimo il caso di Sherlock Holmes di cui Conan Doyle non riuscì a liberarsi e che fu costretto a riportare in vita dopo la “morte letteraria”) e altri, la maggior parte, la cui esistenza è confinata all’interno delle pagine di un unico volume. Accade però, talvolta, che anche i personaggi da “storia unica” reclamino più spazio. È quello che è accaduto a Pietro Paladini, protagonista del romanzo “Caos Calmo” di Sandro Veronesi, pubblicato nel 2006 per i tipi di Bompiani (vincitore del Premio Strega), e anche dell’omonimo film tratto dal libro (regia di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti).
«Come spesso succede si sono saldate suggestioni, bozze di idee e progetti che messisi insieme hanno generato un’intenzione», mi spiega l’autore. Da questa intenzione, e dall’esigenza di raccontare il cambiamento sociale, sfociato nella vera e propria deriva, che si è verificato in questi anni, è nato “Terre rare” (Bompiani), il nuovo romanzo di Sandro Veronesi che segna il ritorno di Pietro Paladini.
«Mi ero già accorto, dopo due o tre anni dalla pubblicazione di “Caos calmo”», prosegue Veronesi, «che la voce di Paladini non si era spenta dentro di me. A farmene accorgere fu proprio il film. Pur non partecipando, per mia scelta, alla redazione della sceneggiatura, mi resi conto che Paladini non era affatto morto come personaggio. Al contrario, mi sembrò che avesse ancora qualcosa da dire, che rispondesse alle varianti richieste dalla sceneggiatura del film. Insomma, a un certo punto me lo sono ritrovato ancora dentro. Era una voce che chiedeva ancora spazio».
Nel precedente libro questo personaggio si era trovato a vivere una situazione paradossale e tragica: Leggi tutto…