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Posts Tagged ‘La Nave di Teseo’

FRANCESCA MANFREDI racconta UN BUON POSTO DOVE STARE

FRANCESCA MANFREDI racconta la sua raccolta di racconti UN BUON POSTO DOVE STARE (La nave di Teseo) – vincitrice del Premio Campiello Opera prima 2017

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di Francesca Manfredi

Credo che la prima idea di Un buon posto dove stare sia nata molto presto, annidandosi da qualche parte quando ancora non pensavo ne avrei scritto un racconto, tantomeno undici. Era il 2011 ed ero ad Amsterdam. Camminavo per le vie del centro, i quartieri residenziali, senza una meta precisa. Mi capitò di notare un aspetto ricorrente, un’abitudine che accomuna molti Paesi del Nord: quella sorta di reticenza ai tendaggi. Gli appartamenti, anche quelli al piano terra, affacciati sulla strada, non avevano tende alle finestre. Il che saltava ancora di più all’occhio di sera, col buio, la luce delle case a illuminare le vie. Camminavo tra questi edifici sconosciuti e non riuscivo a fare a meno di guardare all’interno, dove era ora di cena e le famiglie si sedevano a tavola. Quasi a favore dello spettatore, come un presepe vivente, come un dipinto di Jan Steen o un catalogo Ikea.
Ho pensato – forse in quel momento, forse più tardi – che nulla si avvicinava di più al racconto, alla definizione di racconto in sé. Uno sbirciare dalla finestra. Ricordo che mi sono fermata, senza farmi vedere, e ho pensato a tutte le storie che potevano contenere quelle stanze. Ho provato a immaginarle, a ricostruirle da ciò che potevo osservare. Case affollate di studenti, famiglie con bambini; appartamenti abitati da coppie silenziose, che cenano l’uno di fronte all’altro, senza guardarsi mai. Leggi tutto…

BENEDETTI TOSCANI di Massimo Onofri (recensione)

BENEDETTI TOSCANI di Massimo Onofri (La nave di Teseo)

Fumo dada e prodigiose creature nel libro di Massimo Onofri “Benedetti Toscani”

di Daniela Sessa

Infuria la battaglia tra i ghirigori di fumo di un Antico Toscano. La Petra con il suo esercito di bestie orride avanza, lorda, capitola, garrisce, sfregia. Puzza la Petra dalle viscere piene dei liquami della rabbia e dell’invidia, delle carni dei suoi stessi figli; ha le membra piagate e scorticate dallo zoster, artigli e becco di ferro, mammelle e chiappe flaccide. Un prodigio rabelesiano è l’esercito della Petra: alla compagna Becchina e alla madre Figottera si uniscono i generali Pantegano dalle pinne mozze, Penicottero dal membro scipito, Bucefalo col cervello attorcigliato, Rudeddu il coglionpazzo e poi la soldataglia di psicotarli, ontotacchino, sanguizecche e  gabbiani malarici. La Petra, laida come un’arpia e maligna come l’Empusa, si getta vorace e linguacciuta sulle prede Beatrice, Laura, Teresa, Jana perché il nemico è lui, l’etrusco estinto che le ama. Creatura maschile placida e ironica, traspirante fragranze di Kentuchy e Creed, l’etrusco estinto è un sognatore e un flaneur stanziale. Passeggia le notti di un anno su una panchina sotto una palma nana o su un balcone, contando nelle inquietudini i passi. La sua durlindana è l’Antico Toscano, i suoi compagni di fumate il malincogatto sardo e il cantacane viterbese. In battaglia come il gigante Margutte agitava le sette braccia così l’Antico Toscano inarca volute di fumo rampicanti, disegna architetture gotiche in cielo, sale e fa capriole; talvolta è distratto e smarrito, insolente e riottoso, più spesso è guascone soprattutto quando fa giungere alle orecchie e ai crucci del suo eroe assiso l’eco delle formidabili débacle della bieca Petra. Perché Petra, dal cuore d’inverno e deserti, ha vinto le battaglie contro l’etrusco –sorprendente vittoria fu quella per Beatrice, rovesciata immagine dantesca rinserratasi nel sepolcro insieme al Pantegano- ma non la guerra. Soffiata da un fumo ruffiano e romantico arriva la dea Jana Fulvia scarmigliata e stanca, dalla voce di miele. E l’amore trionfa. Non c’è re senza principessa, non c’è castello (pardon, panchina) senza incantamento e allora si scateni il fragore delle armi. Le sorti della guerra si rovesciano e Petra sconfitta invecchierà nel risentimento derisa dalle giovani fere delle Egadi, continuerà a leccarsi le pustole dello sfogo di Sant’Antonio circondata dalla sua orribile corte. Leggi tutto…

LA NAVE DI TESEO acquisisce BALDINI & CASTOLDI

Dopo l’acquisizione di Oblomov (ne avevamo parlato qui) un nuovo “colpo” per La nave di Teseo diretta da Elisabetta Sgarbi: l’acquisizione di Baldini & Castoldi (storico marchio editoriale milanese). Leggi tutto…

I PIRANDELLO al Salone del Libro di Torino

A 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello (Girgenti, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936) esce il volume “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”  (La nave di Teseo) – a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla

Il volume è stato presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 20 maggio, alle ore 12, presso lo Stand della Regione Siciliana (Pad. 1, Stand B 61). Sono intervenuti: Mario Andreose (Presidente de La nave di Teseo), Naglaa Waly (scrittrice, traduttrice, Università di Torino) e i curatori.

Per gentile concessione dei curatori e dell’editore, in coda al post pubblichiamo, in esclusiva, una foto della famiglia Pirandello e una foto di Luigi Pirandello firmata da Mario Nunes Vais (entrambe le foto sono tratte dal volume)

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Un fascinoso romanzo fotografico, un raro affresco di storia intellettuale e di “documenti umani” che ci restituiscono il colore del tempo di derobertiana memoria “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”, curato da Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla. Nel centocinquantesimo anniversario della nascita dello scrittore agrigentino, il corposo volume (ben 640 le foto) è stato presentato al Salone Internazionale del libro di Torino, nello stand della Regione Siciliana, dal direttore Gaetano Pennino, da Mario Andreose, presidente, e da Elisabetta Sgarbi, direttore generale della casa editrice La nave di Teseo, cui si deve la raffinata pubblicazione, col patrocinio del Comune di Noto e del suo Sindaco Corrado Bonfanti, e da Naglaa Waly, italianista dell’Università del Cairo, a cui è stato conferito dal Ministero per i Beni culturali il premio alla carriera per la traduzione (fra gli autori tradotti Stefano Pirandello, figlio primogenito di Luigi). Quant’altri mai mezzo rivelatore e linguaggio privilegiato le splendide foto consentono di ripercorrere il ricco itinerario esistenziale e artistico del protagonista principe, Luigi Pirandello, e con lui dell’intera famiglia, una delle più difficili e tormentate del panorama culturale tra Otto e Novecento. Quella agrigentina d’origine, la moglie Antonietta Portolano, afflitta da turbe psichiche, i figli, Stefano, anch’egli autore di rilievo, Fausto, destinato a divenire uno dei più grandi pittori della Scuola Romana, Lietta. E i tanti amici scrittori (Martoglio, Rosso di San Secondo, Alvaro, Bontempelli), attori (Musco, Ruggeri, Mosjoukine, Moisse), registi (Righelli, Blasetti, L’Herbier, Chenal, Pitoëff, Reinhardt), politici (Mussolini, Pavolini, Balbo), e ancora personalità fra le più incisive dell’epoca (Marconi, Einstein, Disney, Gershwin). Leggi tutto…

JONATHAN LETHEM: Anatomia di un giocatore d’azzardo (il videoincontro con l’autore al Salone del Libro di Torino)

ANATOMIA DI UN GIOCATORE D’AZZARDO di Jonathan Lethem (La nave di Teseo)

Pubblichiamo il video dell’evento svoltosi al Salone Internazionale del Libro di Torino. Jonathan Lethem intervistato da Giorgio Vasta e Tiziana Lo Porto

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Il libro
Affascinante, sempre elegantissimo, Bruno Alexander viaggia per il mondo arricchendosi a spese degli sventurati dilettanti che pensano di poter sfidare il suo ineguagliabile talento di giocatore di backgammon.
Spinto dal suo manager, pallido e vampiresco, Bruno arriva a Berlino dopo una serie di partite a Singapore, dove è accaduto qualcosa che lo ha sorpreso. Forse a causa dell’incontro con un suo volgare amico d’infanzia e la sua bollente fidanzata, o forse per una misteriosa macchia comparsa improvvisamente che gli impedisce di vedere con precisione il gioco, il suo infallibile intuito, capace di leggere nella mente del suo sfidante, sembra essersi inceppato. A Berlino la situazione non migliora affatto. Bruno continua a perdere al gioco; il flirt con una donna bionda, troppo bionda, non va a finire bene, la macchia cresce e la diagnosi medica è impietosa.
Bruno è costretto allora a tornare in California, dopo una vita passata all’estero, per affrontare un intervento chirurgico: la macchia, dopo avergli danneggiato la vista, rischia ora di ucciderlo. L’unico che può operarlo
è un chirurgo hippie, che ha messo a punto una tecnica sperimentale e che lo terrà sotto i ferri per nove ore ascoltando Jimi Hendrix a tutto volume.
Con questa operazione Bruno potrebbe riacquistare tutto il suo potere al gioco, ma a che prezzo? Sarà sempre lui? E l’America che gli si mostrerà davanti sarà la medesima che aveva lasciato e che ricordava? E una domanda inizierà a rincorrerlo: forse lui, giocatore d’azzardo, è stato “giocato” dalla vita e dai suoi modesti interpreti?
Jonathan Lethem, uno dei più grandi interpreti della letteratura americana contemporanea, torna con un romanzo diabolico, serrato, implacabile, e con un nuovo, indimenticabile e teneramente disorientato antieroe. Leggi tutto…

I PIRANDELLO

A 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello (Girgenti, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936) esce il volume “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”  (La nave di Teseo) – a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla

Il volume sarà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 20 maggio, alle ore 12, presso lo Stand della Regione Siciliana (Pad. 1, Stand B 61), in occasione del 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello. Interverranno: Mario Andreose (Presidente de La nave di Teseo), Naglaa Waly (scrittrice, traduttrice, Università di Torino) e i curatori

Nel centocinquantesimo anniversario della nascita, il volume I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini (630 foto, 232 pagine) narra cronologicamente, in fascinosa sequenza, attraverso una straordinaria, completa, rara o, in gran parte, inedita raccolta di foto, la parabola esistenziale e artistica del grande agrigentino. E non solo. Un ‘romanzo iconografico’, sul filo della memoria, la storia di una delle più complesse e tormentate famiglie che ha ricoperto un ruolo di primo piano nella cultura internazionale fra Otto e Novecento, in cui le vicende private s’intrecciano con quelle di un’epoca per tanti aspetti perturbante che vive eccezionali fermenti innovativi. Un evocativo affresco di storia intellettuale e di documenti umani, che ci restituisce il colore del tempo di derobertiana memoria, molteplici e multiforme tessere di un variopinto mosaico, interrogabili da svariate prospettive, capaci di svelare aspetti e significati sempre nuovi. Leggi tutto…

DIEGO MARANI racconta VITA DI NULLO

DIEGO MARANI racconta il suo romanzo VITA DI NULLO (La nave di Teseo)

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di Diego Marani

Il vero personaggio di questo romanzo è un paese, il mio. E racconta di qualcosa che nel nostro mondo è andato perduto: il tessuto sociale. Quella trama fitta di rapporti, frequentazioni, conoscenze, affetti e anche contrasti che nel bene e nel male tengono insieme una comunità di persone. C’è una più intensa intimità fra persone che non hanno scelto di frequentarsi ma che vi sono obbligate dalla quotidianità. Una specie di intimità al cubo. In paese le amicizie non si scelgono, vengono in qualche modo assegnate. Dalla consuetudine, dal giudizio sociale, dall’opportunità, dal ruolo che ognuno svolge nel gruppo. Qui la conoscenza è quasi forzata, si sa tutto di tutti anche senza volerlo, si condivide anche quel che non si vorrebbe, dolori, gioie, lutti e nascite, successi e sconfitte. Ci si deride e ci si ferisce, ci si abbraccia e ci si pugnala. Alla fine, questa vicinanza ingrandita crea legami che sono più forti di quelli che uno si sceglie da sé. Le figure del paese non sono mai persone ordinarie, non possono esserlo, non ne hanno la libertà. Inevitabilmente si caricano di una missione, di un ruolo sociale. C’è lo stregone, ci deve essere, c’è la vittima, c’è il matto, c’è il saggio. C’è il coro, come nelle tragedie greche. Il gruppo cerca in sé le sue maschere eterne. Non potrebbe vivere senza. Leggi tutto…