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Posts Tagged ‘La Nave di Teseo’

DIEGO MARANI racconta VITA DI NULLO

DIEGO MARANI racconta il suo romanzo VITA DI NULLO (La nave di Teseo)

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di Diego Marani

Il vero personaggio di questo romanzo è un paese, il mio. E racconta di qualcosa che nel nostro mondo è andato perduto: il tessuto sociale. Quella trama fitta di rapporti, frequentazioni, conoscenze, affetti e anche contrasti che nel bene e nel male tengono insieme una comunità di persone. C’è una più intensa intimità fra persone che non hanno scelto di frequentarsi ma che vi sono obbligate dalla quotidianità. Una specie di intimità al cubo. In paese le amicizie non si scelgono, vengono in qualche modo assegnate. Dalla consuetudine, dal giudizio sociale, dall’opportunità, dal ruolo che ognuno svolge nel gruppo. Qui la conoscenza è quasi forzata, si sa tutto di tutti anche senza volerlo, si condivide anche quel che non si vorrebbe, dolori, gioie, lutti e nascite, successi e sconfitte. Ci si deride e ci si ferisce, ci si abbraccia e ci si pugnala. Alla fine, questa vicinanza ingrandita crea legami che sono più forti di quelli che uno si sceglie da sé. Le figure del paese non sono mai persone ordinarie, non possono esserlo, non ne hanno la libertà. Inevitabilmente si caricano di una missione, di un ruolo sociale. C’è lo stregone, ci deve essere, c’è la vittima, c’è il matto, c’è il saggio. C’è il coro, come nelle tragedie greche. Il gruppo cerca in sé le sue maschere eterne. Non potrebbe vivere senza. Leggi tutto…

UN ANNO DALLA MORTE DI UMBERTO ECO

Ricordiamo Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016) a un anno dalla sua scomparsa 

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Leggi l’intervista impossibile a Umberto Eco dedicata a “Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida”.

Partecipa all’omaggio di Letteratitudine dedicato a Umberto Eco

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di Massimo Maugeri

Il 19 febbraio 2016, ci lasciava Umberto Eco. Desidero ricordarlo nell’ambito di questo articolo mentre sono appena giunti in libreria l’edizione economica di Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida” (La nave di Teseo, euro 12, collana I Delfini best seller) e il volume Non sperate di liberarvi dei libri” (La nave di Teseo, euro 13): una conversazione sui libri tra Umberto Eco e Jean-Claude Carrière.
Intanto, nei mesi scorsi, sempre per i tipi de La nave di Teseo, sono stati ripubblicati i seguenti volumi di Eco: “Kant e l’ornitorinco“, “Dalla periferia dell’impero“, “La struttura assente“, “I limiti dell’interpretazione“, “Come viaggiare con un salmone“, “Il superuomo di massa. Retorica e ideologia nel romanzo popolare“, “Arte e bellezza nell’estetica medievale“, “A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico“, “Trattato di semiotica generale“.

Dedico uno spazio particolare al volume “Non sperate di liberarvi dei libri” che è stato definito come “Un libro sui libri, una conversazione divertita e divertente, un’appassionata passeggiata lungo duemila anni di storia del libro, attraverso una discussione contemporaneamente erudita e ironica, colta e personale, filosofica e aneddotica“. Leggi tutto…

LA VITA SCONOSCIUTA di Crocifisso Dentello (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA VITA SCONOSCIUTA di Crocifisso Dentello (La nave di Teseo) – da oggi in libreria

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LA VITA SCONOSCIUTA di Crocifisso Dentello (La nave di Teseo) – un estratto del capitolo 3 (per gentile concessione della casa editrice)

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3.

Ogni volta che rincasava dal lavoro era come se si impegnasse a recitare la stanchezza. Non che non fosse realmente esausta, ma sentiva l’esigenza di esasperarne la rappresentazione. Nei suoi gesti casalinghi io non dovevo leggere nessuna tregua ma il filo di una ininterrotta fatica quotidiana.
Alle quattro del pomeriggio di quel giorno infausto varcò la soglia di casa ridotta a una poltiglia di nervi. Sul viso, come uno sfogo di orticaria, i segni di una collera mal repressa. Il viaggio in tram non era riuscito a mitigare alcunché. Eppure, per sua stessa ammissione, vedere sfilare pezzi di città dai finestroni opachi aveva su di lei il potere sedativo di uno psicofarmaco. Prendeva la 51 sotto casa per scendere davanti all’ospedale Niguarda, salire sul tram 4 e a bordo di quel serpentone verde scivolare fino al capolinea in piazza Castello e poi da lì, a piedi, aggirare largo Cairoli, attraversare Foro Buonaparte, lasciarsi alle spalle la stazione Cadorna e inoltrarsi in via Vincenzo Monti. Leggi tutto…

JACKIE

Il mito di JACKIE approda al cinema e in libreria

Dal film di Pablo Larrain con Natalie Portman, al libro di Elfriede Jelinek pubblicato da “La nave di Teseo”

di Massimo Maugeri

Risultati immagini per Jackie locandinaIl mito di Jacqueline Kennedy, detta Jackie, (Southampton, 28 luglio 1929 – New York, 19 maggio 1994) risplende più che mai.
Il 23 febbraio uscirà in Italia, al cinema, il film a lei dedicato: Jackie” di Pablo Larrain, con un cast d’eccezione che vede nei panni di Jackie una splendida Natalie Portman (candidata agli Oscar 2017 come miglior attrice protagonista) attorniata da attori del calibro di Peter Sarsgaard, Greta Gerwig e John Hurt.
Ne aveva parlato così, su “Letteratitudine Cinema“, la critica cinematografica Ornella Sgroi (nell’ambito della 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia): “Pablo e Natalie. Multipli e molteplici. Con classe, maestria e immaginazione. Rispettivamente, regista e attrice protagonista di un ritratto di donna che fugge tutti i rischi del biopic e mette a segno un Larrain “doc”, senza mai ripetersi. Sempre nuovo, sempre diverso, sempre lui. Maneggiando una materia incandescente come incandescente può essere la ricostruzione di ciò che accadde nel cuore, nella mente e nella vita di Jacqueline Kennedy nei tre giorni immediatamente successivi l’assassinio di suo marito, l’amato e compianto presidente degli Stati Uniti JFK, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. (…) Un film rigoroso e solenne, con uno sguardo dinamico e originale che passa attraverso il punto di vista di una donna diventata icona contro ogni sua aspettativa”.

Ma “Jackie” è anche il titolo di un libro uscito in questi giorni per i tipi de La nave di Teseo. Si tratta di un monologo scritto nel 2002 dal Premio Nobel per la Letteratura 2004 Elfriede Jelinek. Come scrive Luigi Reitani nella prefazione del libro: “il monologo Jackie, pur avendo una forte autonomia estetica e concettuale, è la quarta parte di una pentalogia dedicata a miti e figure femminili, raccolta in volume nel 2003 con l’allusivo titolo La morte e la fanciulla I-V. Drammi di principesse (di prossima pubblicazione per La nave di Teseo).
Jacqueline Kennedy si rivolge al lettore situata in un altrove che non è la vita, dalla quale si è già congedata, e nemmeno un tradizionale aldilà trascendente, ma piuttosto l’indistinto immaginario in cui questa figura continua a esistere nell’epoca della comunicazione di massa. Nel dramma non troviamo infatti un personaggio colto in un momento centrale della sua esistenza, e nemmeno la coerente narrazione retrospettiva, svolta in prima persona, di una vita giunta al suo termine. Leggi tutto…

BUK FESTIVAL 2017: “La nave di Teseo” come ospite speciale

BUK FESTIVAL 2017

Buk Festival

18 – 19 febbraio 2017, Modena

Buk Festival della piccola e media editoria – Il programma di Buk Festival 2017 è scaricabile da qui

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Torna il Buk Festival di Modena. Si tratta di un’edizione “ghiotta” giacché coincide con il decennale della manifestazione. La ricorrenza sarà festeggiata con l’invito di un ospite speciale: “La nave di Teseo“, la casa editrice guidata da Elisabetta Sgarbi. La stessa Elisabetta Sgarbi sarà dunque presente tra gli ospiti d’onore del Festival. Insieme a lei, tre autori della casa editrice: Mauro Covacich, Moni Ovadia  e Crocifisso Dentello (di seguito, dettagli sui libri firmati da Ovadia, Covacich e Dentello).
Sabato 18 e domenica 19 febbraio al Foro Boario oltre 100 case della piccola e media editoria nazionale, proporranno migliaia di libri e 60 anteprime e novità editoriali, sempre più spesso legate agli eventi del nostro tempo. Tra gli appuntamenti in programma, quello con lo scrittore iraniano Esmail Mohades, portavoce delle resistenze iraniane all’estero, che presenterà l’antologia poetica “Se invano è bella la notte” (Menabò editore), dedicata al poeta iraniano Ahmad Shamlu, voce critica del regime. Sarà consegnato alla giornalista Barbara Schiavulli il Premio Speciale Buk 2017.

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LA NAVE DI TESEO A BUK 2017 DI MODENA Leggi tutto…

LA RONDINE SUL TERMOSIFONE di Edith Bruck (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

Pubblichiamo un estratto del volume LA RONDINE SUL TERMOSIFONE di Edith Bruck (La nave di Teseo)

In occasione del Giorno della Memoria

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Sono contenta a ogni riga-ossigeno-libertà che butto giù di nascosto rubando un po’ di tempo magro a mio marito Nelo, che come investito dai suoi novantaquattro anni assorbe tutta me stessa dentro e fuori.
Strappo pezzo per pezzo qualcosa di me, di noi, della mia memoria pur divisa con lui che non ne ha più, mentre io la sento ancora fresca, giovane, guida del mio lungo cammino e colpita una sola volta da un cortocircuito, quando per la prima volta mi sentii dire “Chi sei?” mentre la mia mano giaceva e giace sempre, si addormenta, invecchia nella sua, scarnita, delicata, inquieta e ora curata dalla recente presenza di Olga, la preziosa badante, in costante ansia lei per la sua Ucraina e io per il mondo, per Israele e per la Palestina che non c’è ancora. Ho fretta e temo il contagioso smarrimento di mio marito, che io non posso permettermi né per lui né per me, perché il mio vissuto non appartiene solo a me. E finché sono in tempo e mi ricordo non faccio che chiedermi come e quando ha avuto inizio il mio travaglio con il parto di un vecchio bambino di cui sono diventata madre, moglie, sorella, infermiera, medico, prigioniera, memoria, con la pazienza di Giobbe a fare la fatica di Sisifo.
A volte non so più cosa sono, o cosa sento per un uomo molto, troppo amato, da più di mezzo secolo, e mi chiedo se è solo lui che tengo in vita o anche i miei amati morti annientati nel paese di Goethe quando avevano quasi la metà dei suoi anni.

“Il tuo palmo è la mia fondamenta,” afferma da poeta nella sua lucidità intermittente e mi commuovo, mi illumino anch’io e mi rabbuio, resto senza fiato quando non mi riconosce, mi perdo, mi sento come quando ero solo il numero 11152 e con una muta preghiera mi rivolgo a Dio come allora: Leggi tutto…

PAPE SATÀN ALEPPE di Umberto Eco: la nuova edizione

umberto-eco-tullio-pericoliLa nuova edizione del volume “PAPE SATÀN ALEPPE. Cronache di una società liquida” di Umberto Eco (La nave di Teseo) ha in copertina un ritratto di Tullio Pericoli (con un poster esclusivo di Tullio Pericoli)

Domenica 11 dicembre alle 16, a Roma, Palazzo dei Congressi – Sala Diamante, nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” si svolgerà l’incontro dal titolo “Due o tre cose che sappiamo di Umberto Eco” con: Mario Andreose, Stefano Bartezzaghi, Beppe Cottafavi, Bruno Manfellotto

Riproponiamo, di seguito, l’intervista impossibile a Umberto Eco realizzata da Massimo Maugeri

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Ipotetica conversazione sul volume “Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida” di Umberto Eco (La nave di Teseo)

di Massimo Maugeri

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Foto Cover di Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida. Con Poster, Libro di Umberto Eco, edito da La nave di Teseo– Carissimo prof (posso chiamarla così?), intanto vorrei dirle che sono molto felice di poter dedicare a Lei e al suo nuovo libro questo spazio…
Non ho mai potuto sopportare, diciamo dagli ottanta in avanti, che mi si chiamasse “prof”. Forse che un ingegnere lo si chiama “ing” e un avvocato “avv”? Al massimo si chiamava “doc” un dottore, ma era nel West, e di solito il doc stava morendo tisico e alcolizzato.

– Mi scusi, non ero a conoscenza di questo suo fastidio
Non è che abbia mai protestato esplicitamente, anche perché l’uso rivelava una certa affettuosa confidenza, ma la cosa mi dava noia e me la dà ancora. Meglio quando, nel Sessantotto, gli studenti e i bidelli mi chiamavano Umberto e mi davano del tu.

– Non mi permetterò di darLe del tu e mi limiterò a chiamarla prof. Umberto Eco, o professor Eco…
Ripartiamo dall’inizio: come le dicevo sono molto lieto di questo spazio dedicato a “Pape Satàn Aleppe“. In qualche modo questo suo libro aiuta noi lettori ad accettare la sua scomparsa. Inutile dirLe che ci manca molto e che avremmo voluto che rimanesse con noi per molto altro tempo ancora…

Ricordo che quando ero ragazzo mi dicevo che non era giusto superare i sessant’anni, perché dopo sarebbe stato terribile sopravvivere acciaccato, bavoso e demente in un ricovero per poveri vecchi. E quando pensavo al Duemila mi dicevo che sì, teste Dante, avrei potuto vivere sino ai settanta e quindi arrivare sino al 2002, ma era un’ipotesi molto remota e di rado si raggiungeva quella venerabile età.

– Comunque sia, Lei continua a essere presente tra noi con i suoi libri e con “Pape Satàn Aleppe” in particolare. Parliamo di questo libro. Un libro che deriva dalle sue Bustine di Minerva pubblicate su l’Espresso. Ci racconti di questa esperienza… Leggi tutto…