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Posts Tagged ‘feltrinelli’

LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino (recensione)

LE ASSAGGIATRICI di Rosella Postorino (Feltrinelli)

Vincitore dell’edizione 2018 del Premio Campiello (qui lo speciale di Letteratitudine)

Finalista Premio Letterario nazionale Chianti 32ma edizione

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Quel male necessario da masticare

di Riccardo Piazza

La tana del lupo è vicina, terribilmente prossima. La caserma di Krausendorf non è che una fucina sistematica dove la prassi quotidiana ha assunto le fattezze di una illusione salvifica: l’evasione degli ordini, la logistica, le riunioni strategiche, le scientifiche coazioni a ripetere. Il Führer, del resto, con la coazione nevrotica ci andava a nozze. Rastenburg, Prussia orientale, è laggiù, nelle lande desolate degli anelli chiusi dalle foreste fredde e intricate e dal ferro dei bunker che Hitler brama il controllo, anela ancora, con ieratica convinzione, la gola del cervo europeo.
Si cinge di un gruppo apparati digerenti di fiducia, per lui non rappresentano altro che questo, mali necessari da sacrificare per il controllo di ogni suo singolo pasto. Dopo tutto, la tensione è massima, il tranello, il possibile avvelenamento sempre dietro l’angolo. Siamo nell’autunno del ’43 e Rosa Sauer è giunta da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ormai incessanti. Le SS la prelevano nella più annichilente delle brutalità conosciute, senza fornire spiegazioni logico-razionali. Incastreranno così la giovane all’interno di quell’ingranaggio malato che Simone Weil intravide fra le pieghe della necessità della follia naturale e della sofferenza. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 25 febbraio al 3 marzo 2019 – segnaliamo “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale

L' isola dell'abbandono - Chiara Gamberale - copertinaI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 25 febbraio al 3 marzo 2019

Questa settimana segnaliamo: “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale (Feltrinelli) – al 2° posto in classifica generale

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[variazioni rispetto alla settimana precedente]

Si conferma al 1° posto “La versione di Fenoglio” di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

In 2^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

Mantiene il 3° posto “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani” di Matteo Renzi (Marsilio)

Entra in top ten al 4° posto “Doppia verità” di Michael Connelly (Piemme)

Al 5° posto “Sulla tua parola. Messalino. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio. Marzo-aprile 2019” (Editrice Shalom)

Entra in top ten al 6° posto “Conversazione su Tiresia” di Andrea Camilleri (Sellerio)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 2^ posizione)”Le nostre emozioni” di Iris Ferrari (Mondadori Electa)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 6^ posizione) “Fedeltà” di Marco Missiroli (Einaudi)

Al 9° posto, “TFA Insegnante di sostegno. Nella scuola secondaria di I e II grado” (Edizioni Giuridiche Simone)

Mantiene il 10° posto “Rien ne va plus” di Antonio Manzini (Sellerio)

 

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L' isola dell'abbandono - Chiara Gamberale - copertinaQuesta settimana segnaliamo: “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale (Feltrinelli) – al 2° posto in classifica generale

Un romanzo profondo e coraggioso sull’abbandono: che è il dolore più profondo con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Ma che può rivelarsi una grande occasione per ritrovarci e capire finalmente chi siamo.

Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda… Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce. E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La versione di Fenoglio Gianrico Carofiglio Einaudi 16,50
2 L’isola dell’abbandono Chiara Gamberale Feltrinelli 16,50
3 Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani Matteo Renzi Marsilio 16,00 *
4 Doppia verità Michael Connelly Piemme 19,90
5 Sulla tua parola. Messalino. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio. Marzo-aprile 2019 Editrice Shalom 4,00
6 Conversazione su Tiresia Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 8,00
7 Le nostre emozioni Iris Ferrari Mondadori Electa 15,90 *
8 Fedeltà Marco Missiroli Einaudi 19,00
9 TFA Insegnante di sostegno. Nella scuola secondaria di I e II grado. Teoria e quiz per la preparazione alle prove d’accesso ai percorsi di specializzazione. Con software di simulazione Edizioni Giuridiche Simone 36,00
10 Rien ne va plus Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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LA MALIGREDI di Gioacchino Criaco (recensione)

LA MALIGREDI di Gioacchino Criaco (Feltrinelli)

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di Maria Zappia

È una terra ripetutamente violata quella che emerge dalla narrazione di Gioacchino Criaco nel romanzo Feltrinelli, dal titolo “La Maligredi”, seppur la trama, che segue i canoni ed il ritmo del romanzo di formazione, si presenta avvincente e di agevole comprensione.
Ad apparire per primo è Nichino, un dodicenne dal carattere acerbo e dal temperamento sensibile che pian piano, a forza di lezioni acquisite sia ad opera dei grandi, sia a seguito di sollecitazioni dei compagni di giochi, diviene uomo e scopre che l’universo all’interno del quale ha compiuto le prime esperienze di vita è connotato da un forte dualismo: istanze solidaristiche all’interno del nucleo familiare, spietatezza e sopraffazione all’esterno, nell’ambito sociale.
Così l’iniziale incanto della festa paesana e della giostra degli zingari, che determina entusiasmo e trasgressione, trascolora nei capitoli successivi al primo, in una perdita di innocenza e in un’adesione ai piccoli progetti illegali di un gruppetto di compagni, rendendo la trama variegata e interessante in un crescendo di tensione narrativa, come accade nei romanzi dei grandi autori sudamericani.
E tuttavia gli strappi alle regole, se da un lato rendono smaliziato il protagonista consentendogli di non soccombere rispetto alla vera delinquenza mafiosa che prospera in Calabria, luogo che fa da sfondo all’intera narrazione, dall’altro costituiscono l’unico modo per portare un po’ di benessere in casa, per sollevare dal bisogno la madre Lidia operaia a giornata in una piantagione di gelsomino poco distante da casa. Leggi tutto…

PREMIO LETTERARIO CHIANTI 2019: i finalisti

PREMIO LETTERARIO CHIANTI 32esima edizione 2018-2019: i cinque finalisti

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Sono stati scelti i cinque autori finalisti della XXXII edizione del Premio Letterario Chianti:

Carlo Carabba con “Come un giovane uomo” (Marsilio)
Valentina Farinaccio con “Le poche cose certe” (Mondadori)
Lia Levi con “Questa sera è già domani” (Edizioni EO)
Massimo Maugeri con “Cetti Curfino” (La nave di Teseo)
Rosella Postorino con “Le assaggiatrici” (Feltrinelli).

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ROSELLA POSTORINO vince il PREMIO RAPALLO 2018

ROSELLA POSTORINO con “Le assaggiatrici”(Feltrinelli – romanzo finalista al Premio Campiello 2018) si aggiudica la 34^ edizione del premio letterario nazionale per la donna scrittrice “Rapallo 2018”. Le altre due attrici in lizza erano: Margherita Oggero con “Non fa niente” (Einaudi) e Maria Attanasio, con “La ragazza di Marsiglia” (Sellerio).

La Giuria dei critici del “Rapallo 2018” è composta da: Elvio Guagnini (Presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Francesco De Nicola, Chiara Gamberale, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri e Pier Antonio Zannoni aveva designato le tre finaliste e assegnato i premi speciali; a decidere la vincitrice la giuria popolare.

Sono stati riportati i seguenti voti

Rosella Postorino con “Le assaggiatrici” (Feltrinelli):19 voti

Margherita Oggero con “Non fa niente” (Einaudi): 15 voti

Maria Attanasio con “La ragazza di Marsiglia” (Sellerio): 11 voti.

Il Premio Opera Prima è stato assegnato a Sabrina Nobile “Per metà fuoco per metà abbandono” (Sem)

Il Premio speciale della giuria, intitolato ad Anna Maria Ortese, è andato a Ilaria Scarioni con “Quello che mi manca per essere intera” (Mondadori)

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Rosella Postorino“Le assaggiatrici” (Feltrinelli) – La scheda del romanzo Leggi tutto…

MOZIA di Gaia Servadio (intervista)

MOZIA. Fenici in Sicilia” di Gaia Servadio (Feltrinelli)

L’intervista. “I Fenici erano un popolo fantasioso”: Gaia Servadio, Mozia e altre storie.

a cura di Daniela Sessa

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Quello che colpisce di Gaia Servadio sono gli occhi da gatta. Non è solo il colore di un verde trasparente e striato di viola. È quel guizzo ironico e nient’affatto dolce di una donna che ne ha viste tante, ne ha raccontate tante. “Io ho incontrato tutti”: mi dice con un pizzico d’orgoglio e con uno sguardo schietto, citando le persone che ha incontrato nella sua gaia vita e, credeteci, citarle sarebbe un elenco troppo lungo. Incontro Gaia (un nome, un destino a sentire la risata aperta con cui interrompe il fiume di parole che è frenesia di raccontare e di ricordare) a Siracusa, dove ha presentato “Mozia. Fenici di Sicilia” (Collana UEF, Milano, Feltrinelli, 2018) chiudendo la rassegna “Je suis au jardin” promossa dalla Libreria Casa del Libro. E mai giardino dell’anima fu più adatto a ospitare una donna così eccezionale come Gaia Servadio,  se, prendendo spunto dagli scavi di quel piccolo e prezioso lembo di Sicilia che è l’isola di Mozia afferma  “Anche quando si scava una città, si scava dentro noi stessi”.  Ha scavato Gaia Servadio alla ricerca delle parole per raccontare la storia della scoperta di Mozia, città misteriosa e scomoda per i Siracusani che la distrussero nel 397, facendo dei suoi abitanti degli esuli (si rifugiano sulla terraferma nella colonia di Lilibeo, l’attuale Marsala), uomini senza patria, forse indesiderati seguendo quel destino dei popoli semiti, cui la stessa Servadio appartiene e che ha condiviso da ragazzina in fuga dalle leggi razziali. Ha trovato le parole della narrazione, della letteratura. Perché il suo libro ha il pregio di mescolare i piani della ricerca storico-archeologica con quello del racconto, di spargere qua e là nelle pagine un tocco di lirismo e di bozzettismo. Una scrittura fresca ed elegante restituisce al lettore la bellezza di un luogo unico della Sicilia “E io ci ero tornata, dopo tanti anni, tornavo e ritornavo. A Mozia, il lentisco era ancora in fiore… la pioggia aveva incoraggiato fiori variopinti, primule violacee, cespugli di mirto bianchissimo e orchidee selvatiche dai colori smaglianti… Respiravo l’odore del mare e della vegetazione disseccata; un miscuglio pungente che mi faceva immaginare scene che non avevo visto ma che erano state descritte dagli autori classici. Seduta su quelle pietre color ocra tagliate duemila e cinquecento anni prima, guardavo con gli occhi della fantasia e vedevo ombre.”

– Nella nota alla fine del suo libro lei afferma che “il segreto dello scrivere è leggere, imparare, ri-leggere, cercare di organizzare e poi dipingere una grande tela”. Un approccio alla scrittura che per molti versi si sta perdendo? Leggi tutto…

RICONOSCIMENTI LETTERARI DI FINE 2017: i libri dell’anno per “la Lettura” e “Fahrenheit”

Richard Ford con il romanzo “Tra loro” (Feltrinelli) è il libro dell’anno per “la Lettura” del Corriere della Sera. Il libro dell’anno per “Fahrenheit” (trasmissione radiofonica di Radio Rai 3) è “Il giardino dei musi eterni” (Salani) di Bruno Tognolini

Illustrazione di Antonello Silverini per «la Lettura» #315: al centro il vincitore Richard Ford.

[Illustrazione di Antonello Silverini per «la Lettura» #315: al centro il vincitore Richard Ford.
A sinistra Teresa Ciabatti; sulla destra Kent Haruf]

La copertina di Jim Dine per il numero #315 de «la Lettura», in edicola fino a sabato 16 dicembreLa Classifica di Qualità de «la Lettura» (300 votanti tra giornalisti, critici, scrittori, artisti, collaboratori de «la Lettura») hanno eletto come miglior libro del 2017 il romanzo dello scrittore americano Richard Ford intitolato “Tra loro”, edito da Feltrinelli (in coda al post, la scheda del libro). Si è qualificato al secondo posto il romanzo di Teresa Ciabatti “La più amata”, uscito per Mondadori (qui la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” con Teresa Ciabatti), e sul terzo gradino il libro di Kent Haruf Le nostre anime di notte edito da NN Editore (qui la recensione di Massimo Maugeri).
È stato votato come miglior traduttore dell’anno Fabio Cremonesi per la sua versione di “Le nostre anime di notte” di Kent Haruf (NN Editore). Il podio dei traduttori vede un pari merito: al secondo posto si classificano con lo stesso numero di voti le traduttrici Susanna Basso per la traduzione di “Nel guscio” di Ian McEwan (Einaudi) e Martina Testa per la traduzione di “La ferrovia sotterranea” di Colson Whitehead (Sur).

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Il libro dell'anno di FahrenheitIn diretta su Rai Radio3 dalla Nuvola dell’Eur, dove si è conclusa la fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, il programma Fahrenheit ha proclamato il Libro dell’anno 2017. Il vincitore è: “Il giardino dei musi eterni” di Bruno Tognolini, edito da Salani (in coda al post, la scheda del libro). Leggi tutto…